Benvenuti nel sito ufficiale del Rolling Stone - Milano -

Benvenuti nel sito ufficiale del Rolling Stone - Milano - - Rolling Stone

 Ventotto anni. Una lunga storia. Tra musica e cultura, tra rock e teatro. Una storia preziosa, passata da Lou Reed a Iggy Pop e molti ma molti altri grandi della musica nazionale ed internazionale.

Maggio 2009...Il Rolling Stone chiude dopo 28 anni....

Carlo CARLETTO Nicoletti - Speaker DJ in onda su RTL 102.5 - Su Twitter e Instagram: @carlettoweb

Il Rolling Stone di Milano ha chiuso!

 
L'altra sera dopo la diretta in radio sono andato a Milano!
A fine serata, mentre tornavo a casa, ho visto dei camion, davanti ad uno storico locale milanese, che caricavano sedie, tavolini, divanetti ecc!!

Ho parcheggiato la mia automobilina, sono sceso con la mia macchinetta fotografica e sono andato dentro a curiosare...

Ah giusto...il locale naturalmente è il mitico Rolling Stone!

Queste sono foto dell'esterno del locale 'rubate' sul web!
Di giorno...

...e di notte...


Ecco cosa mi sono trovato davanti appena entrato! Nn ero mai stato al Rolling Stone prima di sabato notte... Questo è il secondo piano!


Questa è la 'gradinata' di fronte al palco!


E questa è la visuale dal palco!


Questa invece è la scritta che vi appare appena vi collegate al sito del locale!!!


E' un peccato...
E pensare che in Italia ci lamentiamo perchè nn ci sono abbastanza spazi per fare musica dal vivo e un locale così ESAGERATO chiude per far posto ad altre abitazioni e parcheggi... tra l'altro quasi nel centro di Milano... vabbè!!!

Intervista al Corriere della Sera

SU QUEL PALCO LE GRANDI STELLE DEL ROCK: JOE COCKER, BOB GELDOF, BEN HARPER...

Il Rolling Stone chiude dopo 28 anni 

Case e uffici al posto dello storico locale di corso XXII Marzo. Il gestore: riapriremo, forse in via Rubattino 

  MILANO - Ventotto anni. Una lunga storia. Tra musica e cultura, tra rock e teatro. Una storia preziosa, passata da Lou Reed a Iggy Pop agli Africa Unite. «Una grande storia che ora vede la parola fine». Già perché il Rolling Stone, il celebre (e celebrato) locale di corso XXII Marzo abbassa la saracinesca. Per lasciare il posto a un edificio da 12 piani con tanto di porticato e box. E così quel nome rubato a un proverbio della tradizione britannica («A rolling stone gather no moss», chi non si ferma non mette radici) e al genio di Bob Dylan, ora rimarrà solo scritto nel grande libro della musica, non solo milanese, non solo italiana. 

 

Quel libro si chiude. «In una maniera imprevedibile», spiega Enrico Rovelli manager del locale nato nel 1981 dalle ceneri dello «Studio 54». E fondatore anche del City Square e all'Alcatraz. La verità è che «la situazione è stata sottovalutata». Un'offerta di acquisto «troppo cara per le nostre casse», il contratto d'affitto che «non è stato rinnovato». E la conseguente chiusura obbligata «entro fine maggio». Ma non senza «aver celebrato con un concerto in grande stile». Finisce così la storia «di un locale glorioso». Che ha visto sul suo palco salire le grandi stelle del rock. Joe Cocker, Bob Geldof, Ben Harper, Oasis, giusto per nominarne alcune. «Gli anni più belli sono stati dall'81 all'86». Perché a Milano «sono riuscito a far arrivare anche Lou Reed». 

Rovelli, dopo una pausa di 17 anni, era tornato a gestire il locale nel 2007.«Subito dopo averlo completamente rinnovato». Due sere alla settimana una discoteca. Per il resto musica live. «Una vittoria» per i residenti che per anni si sono battuti «contro i disagi e gli schiamazzi notturni». Una sconfitta i frequentatori abituali. Come gli oltre 1500 iscritti al gruppo su Facebook: «No alla chiusura del Rolling Stone». Quelli che lasciano messaggi disperati sui blog. «Piango per un locale che ha fatto la storia del Rock», dice Andrea. Quelli che «minacciano di incatenarsi», spiega il gestore. Ma è proprio per loro che «non si chiuderà così ». Il «Tempio del Rock», sopravvivrà altrove. 

Benedetta Argentieri
30 gennaio 2009

 

Dopo una lunga storia di ben ventotto anni chiude il Rolling Stone, storico locale milanese sul cui palco sono passati mostri sacri del rock quali Joe Cocker, Bob Geldof, Lou Reed, Robert Plant, Nick Cave.

Ma soprattutto Iron Maiden, Black Sabbath, Iggy Pop, Prince, Duran Duran; insomma abbassa le saracinesche una delle più gloriose discoteche rock della scena musicale alternativa italiana.

Al posto del Rolling, nato nel 1981 e riconosciuto come vero “Tempio del Rock” teatro di concerti memorabili, in corso XXII Marzo sorgerà un super edificio di 12 piani di cui i primi 2 adibiti a uffici, con tanto di parco e box sotterranei.

 

Rolling stone. Milano che chiude

Il Rolling è un altro monumento destinato a lasciare un grande vuoto. Finalmente alcuni citadini staranno più tranquilli. Dove hanno suonato i più grandi del Rock sorgerà un nuovo stabile, con box interrati per nuovi residenti. Anche loro sempre più tranquilli.... così come sono più tranquilli ora i cittadini di San Siro che hanno scampato il grave pericolo Bruce Springsteen (ma poveri loro...si beccheranno Madonna).A furia di star troppo tranquilli ci si addormenta...invece di preoccuparsi sempre per la nostra tranquillità si prendessero a cuore anche la nostra felicità, la fantasia, l’emozione, la cultura, l’intelligenza. Certo meglio un cittadino (elettore) tranquillo che intelligente.

Riccardo Benvegnù 
 

MY-WEB.IT    CHIUDE IL MITICO ROLLING STONE DI MILANO

Si è svolta, il 9 maggio, la festa d'addio ad uno dei locali più amati dai giovani milanesi

Una divertente serata in discoteca, ma con un sottofondo di tristezza. Si è svolta così, il 9 maggio scorso, la festa d’addio ad uno degli storici locali di Milano, il mitico Rolling Stone di corso XXII Marzo, che d’ora in poi chiuderà i battenti. 
Nato nel 1981 come tempio milanese del rock, si è aperto in seguito a tutti i generi di musica, ospitando i più grandi artisti a livello mondiale come Joe CockerBob GeldofBen Harper, gli Oasis e perfino Lou Reed
A Milano, è il luogo simbolo del divertimento dei giovani: migliaia di studenti milanesi sono stati a ballare per la prima volta proprio al Rolling Stone nelle celebri “one night”, che il locale ospitava ormai da anni.

Possibile che tutto questo, dopo 28 anni, non interessi più? Meglio abbattere tutto e costruire una nuova area residenziale, con un eventuale supermercato al piano terra?
Enrico Rovelli, manager della discoteca, spiega che gli è stata fatta un’offerta d’acquisto troppo onerosa per le loro casse e, quindi, il contratto non è stato rinnovato, con la conseguente chiusura obbligata entro maggio. 

Soddisfatti, finalmente, i residenti del quartiere che da anni si lamentavano per i continui schiamazzi e la costante presenza di ragazzi. Ma sono proprio loro, al contrario, ad essere i più amareggiati. Negli ultimi mesi sono sorti forum ed anche un gruppo di Facebook per esprimere solidarietà e cercare di ritardare quanto più possibile la chiusura del mitico locale. In questi incontri virtuali, i giovani esprimono la loro delusione e soprattutto il disagiodi non avere più un punto di riferimento, ma soprattutto di non avere più luoghi di ritrovo, in una Milano che sembra sempre più proibita ai giovani.     Autore: Fabrizio Capecelatro

 

...UN ALTRO MITO CHE SE NE VA'. Ormai è ufficiale, la discoteca Rolling Stone di Milano chiude. Al suo posto nasceranno degli appartamenti. Dopo 28 anni chiude uno dei templi del rock in Italia,su quel palco le grandi stelle del rock: Joe Cocker, Bob Geldof, Ben Harper…

Ho conosciuto il "Ròòòllinalla fine degli anni ’90, per via dei miei amici milanesi che lo frequantavano. Mi è subito piaciuto. Per prima cosa era diverso: non era una discoteca simile a quelle a cui ero abituato nella mia zona, posti da fighetti dove per entrare dovevi vestirti come se avessi dovuto fare la prima comunione. Entravi come volevi, una grande libertà. E poi facevano una musica diversa, il rock, genere che mi piace. A me piace praticamente tutta la musica, anche se prediligo l’elettronica, e comunque mi piace variare. Quindi non sono un fan del rock, ma mi piace. Per qualche periodo ci andavo addirittura due volte alla settimana. E molto spesso da solo. Cioè partivo da Voghera da solo, anche perchè era uno dei pochi posti dove ero sicuro di trovare gente che conoscevo. Neanche al bar a fianco a casa mi succede.

La prima volta in realtà ci sono stato proprio per la musica elettro: nel 1997 al concerto dei Daft Punk, mitico davvero. Il locale è chiaramente un vecchio cinema riadattato, c’è ancora la scalinata. Cavoli quante serate li dentro, veramente ma veramente tante. E’ stato il primo posto di Milano che sapevo raggiungere ad occhi chiusi. Mi ricordo quando il giorno dopo lavoravo ed ero in coma…

Ecco io il Rolling l’ho vissuto così, tra amici, a chiacchierare, buttarsi in pista a pogare sulle note di "vorrei vedere le piramidi di Cheope, ma sono miope, ma sono miope…" e sognare fantasticare… Mi ricordo anche una bellissima serata con gli Elii qualche giorno prima di capodanno.

Quando andavo io facevano rock di tutti i tipi: ska, rock’n’roll, anni ’70… di tutto. Ho sperimanetato altre discoteche alternative di Milano, dall’Alcatraz al Rainbow, ma non sono neanche pragonabili alle atmosfere del Rolling. Il Rainbow è troppo un buco, non mi piace e l’Alcatraz invece un capannone troppo grande, ti ci perdi… io al Rolling di sopra conoscevo tutti.

E invece a maggio chiude i battenti. Saranno contenti i residenti, così non ci sarà più casino. Quante volte a fermarsi alla latteria con Fabio che prendeva la vodka alla menta. O un coktail al Divina, li vicino. Oppure una birra al cinese. E girare mezz’ora per trovar un posto auto e poi metterla in divieto sperando che i ghisa non passassero… Addio Rolling Stone, sei stato una parte della mia vita..  (scritto da  FABIO TORDI)

......E MOLTI ALTRI ANCORA HANNO SCRITTO....un grazie a Tutti...

 
 
  • 20/10/2018
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